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Via Crociferi: la strada barocca più suggestiva di Catania

22Gen

Quella che Catania, dedica a Sant’Agata, è fra le più grandi feste pagane del mondo, le vie sono trafficate da una serie di candelore che risalgono ai tempi delle corporazioni,insieme alle vestigia della santa che vengono portate in trionfo. Per finire scatta una sorta di gara di velocità per affrontare di corsa la salita di San Giuliano, nella via omonima.

La Santa passa una intera notte fuori con i devoti in abito bianco che la inseguono appassionati per tutta la città. In via Crociferi strada barocca durante la notte del 5 Febbraio le suore di clausura escono dalla badia e cantano in onore di Sant’Agata.

via Crociferi, Sant'Agata

Canto delle suore

Questa via che senza dubbio è la più bella e tipica strada di Catania,è una delle più suggestive al mondo , deve il suo fascino proprio alle sue chiese che vi prospettano.

La via è facile da raggiungere, è una parallela dell’arteria principale della città, via Etnea( che parte da piazza Duomo , con la sua statua dell’Elefante simbolo della città e naturalmente il Duomo che di Sant’Agata, custodisce il tesoro). Per godere meglio del colpo scenografico della via sarà bene osservare l’insieme architettonico di via Crociferi dall’angolo con la salita di San Giuliano.Su via Crociferi parte la scalinata Alessi dove troverete locali notturni distribuiti sia a destra che a sinistra . Nei circa duecento metri di via Crociferi si incontrano quattro chiese.

  • La chiesa di San Benedetto :collegata al convento delle suore benedettine dall’arco omonimo che unisce la badia grande alla badia piccola. Alla chiesa si accede per mezzo di una scalinata ed è contornata da un cancello in ferro battuto.
Chiesa San Benedetto

Chiesa San Benedetto

  • Il collegio dei Gesuiti :sede dell’istituto d’arte il cui interno presenta un bel chiosco con portici su colonne ed arcate mentre in fondo alla via c’è Villa Cerami, sede della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania.
collegio dei Gesuiti Catania

collegio dei Gesuiti Catania

  • La chiesa di San Giuliano : considerata uno degli esempi più belli del barocco catanese.
Chiesa di San Giuliano a Catania

Chiesa di San Giuliano a Catania

L’edificio ,attribuito all’architetto Giovan Battista Vaccarini,ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti.

  • La chiesa di San Camillo : La cancellata è aperta, c’è un grande parco dove poter entrare e prendere il sole sulle panchine, potete riposarvi sotto i numerosi alberi.
Chiesa di San Camillo Catania

Chiesa di San Camillo Catania

festa Sant'Agata processione

Festa di Sant’Agata: una città vestita di fede

21Gen
  • I Festeggiamenti del 3 Febbraio

I festeggiamenti in onore di Sant’Agata cominciano sin dalla prima domenica di gennaio con la messa solenne nel Santuario del Santo Carcere, e proseguono tutte le domeniche del mese.

A mezzogiorno dodici colpi dodici colpi a cannone annunziano alla città il grande evento del 5 Febbraio.

Il sindaco consegna al prelato l’anello con l’effige della Patrona, che l’arcivescovo porterà fino all’ottava della festa.

A mezzogiorno,mentre in cielo rimbombano le dodici cannonate, tutti si ritrovano nella Chiesa di Sant’Agata alla Fornace per la processione dell’offerta della cera a Sant’Agata.

Si può orgogliosamente dire che è una delle processioni più lunghe al mondo, a cui partecipano le varie confraternite,i circoli agatini ,i rappresentanti di categorie e di enti,il clero, l’Arcivescovo,autorità civili e militari,i gonfaloni di Comune,Provincia regionale di Catania,Università, dei Comuni dell’Arcidiocesi e ancora, le due carrozze del Senato catanese e infine , le undici candelore.

Una folla straripante fin dal mattino fa ala a tutte le manifestazioni, tra folklore e tradizione. La sera, alle 20, dopo gli inni tradizionali in onore della Santa, giunge il momento più atteso della giornata: lo spettacolo dei fuochi pirotecnici, tutti con il naso all’insù per scrutare il cielo che si illumina per decine e decine di minuti di disegni e cascate di fuochi incredibili e suggestivi al suono di musiche classiche e operistiche, in particolare è eseguita la sinfonia di Norma  del nostro Vincenzo Bellini.

fuochi Sant'Agata piazza Duomo

fuochi Sant’Agata piazza Duomo

  • I festeggiamenti del 4 Febbraio:

Neppure il tempo di un riposo notturno soddisfacente che subito di nuovo drittin quella che è ritenuta la notte bianca e più lunga dei catanesi, per essere ai primi posti nella Basilica Cattedrale allorquando le sacre reliquie di Sant’Agata lasceranno la cameretta,in cui sono state custodite per un anno,per essere poste sul trono argenteo al centro dell’abside della navata centrale tra canti, sventolio di fazzoletti bianchi,occhi luccicanti di fede,di devozioni e di emozioni.

Già la ressa in piazza Duomo alle 4 del mattino è notevole e fa prefigurare il solito pienone che si stenderà tra il Piano di Sant’Agata e via Garibaldi.

celebrazione di Sant'Agata Catania

celebrazione di Sant’Agata Catania

E’ un colpo d’occhio che ti penetra dentro sino al cuore e all’anima e che ti fa restare muto e attonito: i devoti, migliaia e migliaia col sacco devozionale, ma anche tantissimi catanesi che non si sono risparmiati la levataccia per salutare fisicamente, carichi di emozione, Sant’Agata, la loro Patrona, la loro Mamma, Sorella, Amica. Si,perché Sant’Agata è tutto questo per Catania e i suoi irriducibili devoti.

Poco prima delle 6 comincerà l’attesissima Messa dell’Aurora,, ma l’esaltazione dei fedeli cresce non appena intravedono il mezzo busto della Santa inizia così il lungo giro esterno per la vecchia Catania.

Col suo andare lento il fercolo raggiunge nel tardo pomeriggio la Basilica Madonna del Carmine.

In prima serata avviene il passaggio da Piazza Stesicoro con la salita dei cappuccini, toccando la Chiesa di Sant’Agata alla fornace,il Santuario di Sant’Agata al Carcere,la Chiesa di Sant’Agata la Vetere in cui sosta, e via Santa Maddalena che furono il luoghi del martirio.

La salita dei Cappuccini viene effettuata di corsa, in due riprese e termina dinanzi alla chiesa di San Domenico.

Salita San Giuliano Sant'Agata

Salita San Giuliano Sant’Agata

Si riprende due ore dopo, per via Plebiscito, rientro nella mattinata in Cattedrale.

 

  • Festeggiamenti del 5 Febbraio:

Alle 8.30 le reliquie di Sant’Agata sono sull’altare maggiore della Basilica Cattedrale.

Cattedrale piena,partecipazione corale e sentita,omelia assonante a Sant’Agata che testimoniò pienamente il Vangelo nell’amore totale a Dio,sino al sacrificio estremo della vita,nell’angusto, buio ed umido Santo Carcere.

Mentre le ombre incombono nella città , con la via Etnea illuminata da migliaia di torce, frapposte tra candelore e il fercolo, quasi a illuminarne, come una volta, il percorso, mentre le luminarie addobbano di luci vie e piazze cittadine interessate alla festa e grandiosi fuochi d’artificio rischiarano il cielo sopra Piazza Duomo e dintorni,il fercolo si muove da Piazza Duomo, per il giro più suggestivo ed atteso, quello interno,che attraverserà via Etnea e via Caronda sino al Borgo , dove si potrà ammirare a notte fonda , un fantasmagorico spettacolo pirotecnico.

Dopo il fuoco del Borgo, il fercolo riscende per via Etnea sino ai Quattro Canti. A questo punto la festa vive il suo momento più magico: la salita di San Giuliano.

Devoti Sant'Agata

Devoti Sant’Agata

Altro momento coinvolgente ed emozionante è il soave canto notturno delle Benedettine di Clausura. In religioso silenzio, migliaia di fedeli ascoltano le dolci voci delle benedettine che inneggiano a Sant’Agata, al suo martirio,alla sua verginità, al suo incrollabile amore per Dio.

E’ già giorno , quando il fercolo , ritorna in cattedrale. La Santa rientra nella sua cameretta con il volto rivolto ai fedeli, che la salutano, spesso in lacrime.

 

 

doci tipici della tradizione catanese

Alla scoperta dei piatti tipici della tradizione Catanese

20Gen

I piatti caratteristici della tradizione Catanese sono:

  • pasta con la Norma.

Il condimento è costituito da salsa di pomodori freschi,con grosse fette di melanzane fritte con l’olio di oliva, su cui si gratta la ricotta salata.

pennette alla Norma con ricotta salata

pennette alla Norma con melanzane e ricotta salata

 

  • cannelloni alla catanese, che sono sfoglie di pasta all’uovo ripiene di carne triturata, affogate in salsa di carne, e cosparse di formaggio pecorino, cotte al forno;
    cannelloni al ragù

    Cannelloni ripieni di carne tipici della tradizione catanese

  • la pasta al sugo nero della seppia;
Spaghetti al nero di seppia

Spaghetti al nero di seppia

  • la pasta cca ‘nciova, cioè cosparsa di pane grattuigiato abbrustolito, e di filetti di acciuga bolliti nell’olio;
pasta cca n'ciova

bucatini con la mollica abbrustolita

  • il purè di fave, il cosidetto maccu,insaporito col finocchio selvatico;
maccu di fave

maccu di fave o purea i fave tradizione gastonomica catanese

  • il zuzzu, cioè la gelatina di maiale al limone;
zuzzu

zuzzu, gelatina di maiale tipico della tradizione culinaria catanese

 

  • le zeppole di riso,crispelle fusiformi di riso cosparse di miele dell’Etna;
crispelle o zeppole

zeppole o crispelle di riso con zucchero a velo e miele

 

Duomo di Catania all'interno la cappella di Sant'Agata

Conosci le leggende legate al mito di Sant’Agata?

19Gen

Numerose e suggestive sono le leggende che sono fiorite attorno alla figura della Santa.

Per dar loro fondamento e credibilità,specie per quanto riguarda le due iscrizioni agatine di MSSHDEPL e NOPAQUIE, che si leggono sulle porte della cattedrale e su parecchi monumenti agatini, si ricordi che di parecchi di esse è stato detto che siano di origine divina.

  • MSSHDEPL:

significherebbe infatti che la mente di Sant’Agata è sana e spontanea,per l’onore di Dio e per la salvezza della sua città, e la tradizione dice che un angelo scese dal cielo e depositò questa iscrizione,incisa in una tavoletta , che ora si conserva a Cremona,sulla tomba si Sant’Agata, nel 251d.c.

Festa di Sant'Agata

iscrizione MSSHDEPL

  • NOPAQUIE:

significherebbe “Non offendere la patria di Sant’Agata perché essa è vendicatrice delle offese”, e si dice che per queste parole l’imperatore Federico II di Svevia, nel 1232-33,abbia salvato la vita ai Catanesi,che aveva deciso di mandare tutti a morte, perché rei di ribellione contro di lui. L’imperatore avrebbe letto queste parole in un cartiglio, indicate con le sole iniziali, e misteriosamente trovate in un suo libro di devozioni.

iscrizione NOPAQUIE

iscrizione NOPAQUIE

Di origine più popolare sono le altre leggende.

I dolci tipici di Sant’Agata, come tutti sanno,sono le olivette,la leggenda dice che Agata mentre veniva condotta al tribunale del suo persecutore Quinziano, si fermò per allacciarsi una scarpa. In quel punto preciso sbocciò un oleastro,e i suoi frutti furono raccolti dai devoti catanesi.

olivette-santagata

dolci tipici legati alla tradizione per la festa di Sant’Agata

Il bello è che dinanzi alla chiesa del Santo Carcere,nella piazzetta lungo la salita dei Cappuccini, nell’aiuola che è sotto la finestra, fiorisce, manco a farlo apposta,un oleastro: e molti ingenuamente credono che sia proprio l’oleastro di Sant’Agata,mentre è stato piantato lì verso il 1920, ad opera di Vincenzo Casagrandi . Non potendo piegare Sant’Agata né con le blandizie né con i tormenti,Quinziano la mandò a morte,dopo averle fatto strappare una mammella con le tenaglie:Ma tutto andò contro i suoi desideri: la terra fu scossa,la gente si convertì al cristianesimo, ed al crudele tiranno fu riservata una morte orribile, annegando nei gorghi del Simeto, mentre attraversava il fiume per andare a prendere possesso dei beni confiscati alla sua vittima.

Il popolo infatti, per spiegare i grossi gorghi che si notavano nel fiume Simeto durante le piene invernali, faceva ricorso alla leggenda agatina, e qualcuno affermava di sentire , il 5 Febbraio, l’urlo disperato di Quinziano e l’ultimo nitrito del cavallo, travolti dalle onde vendicatrici del fiume catanese. Ma la più poetica tra le leggende agatine è quella riguardante la tela di Sant’Agata.

Per tenere a bada il potente Quinziano, che la voleva sposare, la giovinetta catanese, ricorrendo ad uno stratagemma che ricorda molto da vicino quello di Penelope, disse che si sarebbe sposata quando avesse finito la tela che stava tessendo; naturalmente, come Penelope,di notte disfaceva quanto aveva tessuto di giorno, sicché il lavoro non finiva mai,

Sant'Agata

Scopri le chiese del culto agatino

17Gen

Le chiese catanesi che riguardano il culto di S.Agata  oltre la Cattedrale sono:

  • Chiesa di Sant’Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, di fronte a via Plebiscito.La ricostruzione è settecentesca, sul luogo dell’antica basilica cristiana, che fu per otto secoli,la cattedrale di Catania fin quando nel 1092 non si edificò dai Normanni la nuova cattedrale.
Chiesa Sant'Agata La Vetere

Chiesa Sant’Agata La Vetere

  •   Chiesa del Santo Carcere,in  Piazza Santo Carcere n 7, che incorpora i resti del carcere romano dove, secondo la tradizione, è stata rinchiusa Sant’Agata.

Nell’interno, sull’altare maggiore sta un quadro del pittore greco Bernardino Nigro(1588) raffigurante il martirio di Sant’Agata.Ma di gran lunga più interessante è il portale della facciata, già appartenente alla cattedrale e trasferito in questa chiesa nel sec. XVIII.

 Sant'Agata al Carcere

Sant’Agata al Carcere

  •  Chiesa di San Biagio o di Sant’Agata alla fornace, in Piazza Stesicoro, popolarmente detta della carcarella (piccola fornace). Qui secondo la tradizione, S. Agata fu posta sui carboni accesi, ed una iscrizione latina ricorda infatti “Hic candentibus volutata carbonibus”, la fornace agatina si vede dietro un altare nella cappelletta a destra:sull’altare immagine di Sant’Agata.
San Biagio o Sant'Agata alla fornace

San Biagio o Sant’Agata alla fornace

  •   Casa di Sant’Agata, in via Museo Biscari, dove in uno scantinato ci sono i resti di una casa romana,creduta quella natale di Sant’Agata, che vi avrebbe visto la luce l’8 Settembre 238, come dice un epigrafe ivi apposta;

  • Sant’Agata alle Sciare, in via Vittorio Emanuele dove è un quadro rappresentante Sant’Agata, che fu trasportato incolume per centinaia di metri dalla lava del 1669; la chiesa fu edificata nel 1787, dopo essere stata distrutta dal terremoto del 1693;
Sant'Agata alle sciare

Sant’Agata alle sciare

    • Fontanella di Sant’Agata in via Dusmet, da dove il suo corpo fu portato a Costantinopoli dal generale bizantino Giorgio Maniace.

 

Altarino-Sant'Agata

Altarino-Sant’Agata

 

 

 

 

Le candelore di Sant’Agata- folklore aspetto e origine della tradizione famosa in tutto il mondo

15Gen

Nella famosa novella, La coda del diavolo, di Giovanni Verga,l’insigne scrittore affermava che:”A Catania la quaresima vien senza Carnevale;ma in compenso c’è la festa Sant’Agata, gran veglione di cui tutta la città è il teatro”:ed ancora oggi la festa della Santa Patrona della città dal 252 (anno successivo al suo martirio)è, la pagina più vivace del folklore catanese.

Alla festa di Sant’Agata che si svolge a Catania dal 3 al 5 Febbraio , giorni intensi di religiosità, di profonda devozione, di folklore e di tradizione tanto da essere definita dall’Unesco « bene etno-antropologico patrimonio dell’Umanità» ,accorre una folla di fedeli di curiosi , numerosi turisti Italiani e stranieri stimati in circa un milione e mezzo .

Per l’occasione vengono utilizzate le settecentesche carrozze del Senato catanese,visibili tutto l’anno presso l’androne del Palazzo Municipale, in cui prendono posto il Sindaco e gli Assessori si recano alla chiesa di San Biagio per portare le chiavi della città alle autorità religiose.

Carrozza del senato Festa di S.Agata

Carrozza del senato
Festa di S.Agata

Lo spettacolo più singolare viene offerto dagli undici cerei che i catanesi chiamano « cannilori » le candelore che vengono fatte girare per le vie cittadine, e precedono la statua della Santa nella sua processione.Questi undici pesantissimi cerei sono montati su un fercolo e portati a spalla, con decorazioni esuberanti e raffigurazioni lignee della vita di Sant’Agata con angioletti alati,con fiori freschi,con luci splendenti e variopinte bandiere sventolanti; e vengono portati in giro per le vie cittadine da squadre di robusti fedeli,con la caratteristica andatura danzante detta «annacata»(cioè dondolio); e ciascuno di essi è accompagnato da una fanfaretta , che suona motivi popolari ma non religiosi.

Le candelore di Sant’Agata

Ogni cero è gestito da diverse corporazioni di mestieri; il primo cereo, quello più antico, è quello dei Rinoti con quattro bei grifoni alla base;il secondo è quello degli Ortolani, dei Floricultori e dei Giardinieri, che è in stile gotico-veneziano; il terzo quello dei Fruttivendoli, con un bel busto ligneo di Sant’Agata; il quarto quello dei Pescivendoli, in stile rococò, con una statua a grandezza naturale di San Francesco di Paola; il quinto quello dei Macellai, caratterizzato da fiori freschi;il sesto quello dei Pizzicagnoli, in stile liberty con stendardi dei quattro gruppi di cantanti di Sant’Agata; il settimo quello dei Pastai che è un grosso cereo settecentesco; l’ottavo quello dei Vinaioli con grifoni e leoni scolpiti per portare questo pesante cero necessitano circa 10 fedeli;il nono cero il più pesante quello dei Panettieri, per trasportarlo ci vogliono almeno 12 fedeli,ed è soprannominato “la mamma”;il decimo quello dei devoti del “Circolo di Sant’Agata”, che è il cereo più giovane, l’undicesimo è quello più piccolo voluto dal vescovo monsignor Ventimiglia che chiude la singolare processione delle candelore

Fercolo di Sant’Agata